andrea liotti

Andrea Liotti

Il Portiere Con la Valigia

Ricordo ancora il primo incontro con Andrea, se non sbaglio avrà avuto 12 anni , veniva dalla Totti soccer, io insieme ad altri Preparatori durante il Periodo di Giugno effettuavamo i Provini per eventuali inserimenti nel settore professionistico della lazio. Quel giorno ci trovammo davanti Il Gigante un ragazzo con un fisico importante per le caratteristiche di un portiere. Al termine dell’allenamento l’esito fu positivo e decidemmo di segnalarlo al nostro Responsabile.

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Buongiorno Andrea, Passione Portiere vuole farti qualche domanda:

D: come nasce la passione per il ruolo del portiere?

R: Inizialmente quando ero molto piccolo circa quando avevo 6 anni,  non giocavo in porta. Questa amore è nato qualche anno dopo quando guardando le partite di calcio vedevo questi guardiani della porta volare tra i pali e salvare le partite con parate bellissime.  Da lì ho capito che volevo anch’io volevo volare come loro e regalare qualche delusione agli attaccanti delle altre squadre!

 

D: che difficoltà hai incontrato nel passaggio dai dilettanti ai professionisti?

R: Rapportarsi in categorie inferiori per mettersi in discussione e porsi degli obbiettivi non è una cosa semplice ma credo che li si veda veramente chi ha voglia di emergere e non darla vinta alle numerevoli situazioni che ormai nel calcio italiano portano un giovane di talento a non avere spazio e credo che le difficoltà siano solamente a livello mentale.

 

D: raccontaci il tuo percorso

R: Io ho iniziato il mio percorso alle giovanili della Lazio quando ero molto piccolo,  all’età di 15 anni sono andato via di casa e ho girato settori giovanili di Grosseto e Pescara per poi andare a Carpi l’hanno della sere B/A dove ero aggregato in prima squadra e giocavo in primavera. Ringrazio sicuramente quest’ultima società per il lavoro di crescita che ha fatto con me in quegli anni portandoli anche 3 volte in panchina in cappa e serie A. Dopo mi sono messo in discussione è sono andato in Serie D a Recanati, per poi andare qualche mese a Monte Cimini e poi finalmente mi è arrivata questa proposta dal paide linnameeskond (serie A estone)  che mi hanno dato la possibilità di tornare in scenari più importanti e provare una nuova sfida.

 

D: come mai la scelta di affrontare un campionato estero?

R: A dire la verità inizialmente non è stato facile accettare perché comunque avevo altre offerte e questo cambiamento radicale un po mi spaventava. Ma era una sfida che non potevo rifiutare anche perchè mi ha dato la possibilità di essere visto in altre Nazioni.

 

D: Quali differenze hai notato nel lavoro che facevi in Italia e quello che stai facendo adesso?

R: Hanno un modo di allenare il portiere molto diverso. Qui in Estonia allenano molto la tecnica con i piedi da parte del portiere ed è diversa anche la tecnica dell’1 contro 1 e dell’attacco palla.

 

D: I tuoi programmi futuri?

R: Sono molto scaramantico quindi non vi dirò nulla. comunque tra poco finirà il campionato e prenderò in considerazione le offerte con il mio agente. Ma sinceramente spero di tornare in Italia in categorie che riterrò giuste per me e per la mia crescita personale, vedremo.

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